Italia Cenerentola europe per spesa, -32,5% rispetto altri Paesi

Autore: Raffaella Ammirati – Fonte: Adnkronos salute

Italia Cenerentola europea per la spesa sanitaria, con numeri sempre più bassi rispetto all’Europa occidentale e una crescita decisamente inferiore per quanto riguarda i soldi pubblici. Più ‘in linea’, invece, la spesa privata il cui trend si conferma in crescita. Insomma: il servizio sanitario spende sempre di meno e i cittadini sempre di più per curarsi. In particolare la spesa risulta complessivamente minore del 32,5% rispetto a quella dei Paesi dell’area occidentale del Vecchio continente. In rapporto al Pil, inoltre, ci attestiamo al 9,4%, contro il 10,4% (sempre in Europa occidentale), indicano i dati del Rapporto Sanità e cura di Crea Sanità (università Tor Vergata di Roma), presentato nella capitale. Negli ultimi 10 anni la spesa sanitaria pubblica italiana è cresciuta dell’1% medio annuo contro il 3,8% degli altri Paesi dell’Europa Occidentale: un quarto (peraltro come il Pil). Questo porta la spesa sanitaria pubblica italiana ad essere inferiore del 36% a quella degli altri Paesi considerati. La crescita della spesa privata (2,1% medio annuo) è stata invece solo leggermente inferiore a quella europea (2,3%), ma pari a oltre il doppio rispetto a quella pubblica.

In sintesi: gli italiani ricorrono più spesso alle loro risorse. A livello regionale le differenze di spesa sono allarmanti, anche standardizzando il dato per le diverse demografie e per la mobilità dei pazienti: nel 2015, fra la Regione in cui si spende di più (Provincia Autonoma di Bolzano) e quella dove si spende meno (Calabria), il divario pro-capite ha superato il 50% (quasi il 40% per quanto concerne la spesa pubblica).

L’incidenza della spesa privata pro-capite su quella totale è pari al 30,5% in Valle d’Aosta e del 16,0% in Sardegna. Le differenze di spesa sono andate progressivamente riducendosi fino al 2009, ma hanno poi ricominciato ad allargarsi nel periodo successivo, in corrispondenza dell’azione dei Piani di rientro e dei commissariamenti, tesi al risanamento dei deficit. E le famiglie italiane? Poco più dell’1% dei nuclei familiari, soprattutto a Sud, si è impoverito per gli esborsi sanitari sostenuti direttamente.

E sono 781.108 le famiglie soggette a spese sanitarie catastrofiche (3,1% delle residenti). La spesa sanitaria privata ha raggiunto 36 miliardi nel 2014, di cui l’89,9% out of pocket, e solo il 10% intermediato dai fondi sanitari integrativi e complementari, nonché dalle compagnie di assicurazione.

Quest’ultima voce, pur in crescita, rimane marginale. La spesa privata sanitaria rappresenta mediamente il 26,9% della spesa nel Centro-Nord (valore massimo del 30,5% in Valle d’Aosta, seguita dal Veneto con il 29,5%) e solamente il 18,9% nel Sud (valore minimo del 16% in Sardegna).